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La maggior parte dei sistemi fermacapo offre un evidente ostacolo in sede di esame del paziente, sia riferito alle procedure di esame obbiettivo, sia alle diagnostiche per immagini.
Quasi tutti i fermacapo risultano radio compatibili in virtù della bassa densità dei materiali di costruzione o della uniformità delle superfici, tuttavia essi possono risultare visibili in esami RX e TAC. Differente è il comportamento in sede di RMN dove il fermacapo consente tutte le interpretazioni diagnostiche.
Secondo le procedure schematizzate in uso nella maggior parte dei sistemi di soccorso integrati, l'immobilizzazione deve essere garantita fino all'esclusione delle lesioni maggiori, tuttavia, qualora la diagnostica risultasse difficoltosa, il sistema fermacapo può essere sostituito, solo in ambiente protetto e a basse sollecitazioni, da imbottiture laterali provvisorie.
Questione di massa e velocità
La massa del cranio, vincolata al tronco dalla struttura elastica della colonna cervicale, è soggetta all' energia cinetica del trasporto in funzione della propria massa in un rapporto di: Ec = 1/2 mv2 dove v é la velocità alla quale il paziente viene trasportato e m la massa della parte vincolata.
L'importanza di una immobilizzazione rigida è fondamentale per tutti i traumatizzati per evitare la trasformazione di questa energia sulle articolazioni del rachide cervicale, ma eguale importanza ha la condizione di trasporto.
L'eliminazione di tutte le sollecitazioni "eliminabili" al paziente, quali: accelerazioni, lungo l'asse verticale e centrifughe dovute alla conduzione del mezzo, sono una parte integrante del soccorso.
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